TARANTO. La città dove viviamo.
Taranto (in dialetto locale Tarde) è un comune italiano di 193.835 abitanti, capoluogo della omonima provincia della Puglia. È il terzo comune più popoloso dell'Italia Meridionale peninsulare, nonchè il sedicesimo più popoloso d'Italia. L'area vasta tarantina è costituita da 28 comuni, dei quali Taranto è il capofila.
Situata nell'omonimo Golfo sul Mar Ionio, si estende tra due mari: il Mar Grande ed il Mar Piccolo. Insieme a Pilone, nel territorio di Ostuni (BR), e a Santa Maria di Leuca (LE), rappresenta uno dei vertici ideali del Salento.
È sede di un grande porto industriale e commerciale e di un arsenale della Marina Militare Italiana, nonché della maggiore stazione navale. Vi si trova, inoltre, un importante centro industriale, con stabilimenti siderurgici (tra i quali il più grande centro siderurgico d'Europa), petrolchimici, cementiferi e di cantieristica navale. È anche attiva l'industria del liquore.
Le attività principali della provincia sono l'agricoltura, la pesca, l'industria nei settori aeronautico, chimico, alimentare, industria tessile, l'artigianato, la lavorazione del legno, del vetro e della ceramica.
Taranto si affaccia sul Mar Ionio ed è situata a 15 metri sul livello del mare, in una zona pianeggiante protesa lungo l'asse Nord/Nord Ovest-Sud Est e circondata da Nord Ovest fino ad Est dall'altopiano delle Murge. Il suo territorio ha un'estensione di 209,64 km² ed è bagnato prevalentemente dal mare, essendo caratterizzato dalla presenza di tre penisole naturali e di un'isola artificiale, formatasi in seguito al taglio della penisola originale eseguito durante la costruzione del fossato del Castello Aragonese. La città è infatti conosciuta anche come "la città dei due mari", essendo bagnata dal Mar Grande lungo la costa esterna racchiusa nella baia delimitata a Nord Ovest dalla Punta Rondinella e a Sud dal Capo San Vito, nonché dal Mar Piccolo, che costituisce un vasto bacino interno.
La "città dei due mari". Il Mar Grande, chiamato più frequentemente "rada di Mar Grande" in quanto vi sostano le navi in attesa, è separato dal Mar Piccolo da un capo che lo chiude a golfo, orientato verso l'isola artificiale che costituisce il nucleo originale della città, collegato al resto del territorio tramite il Ponte di Porta Napoli ed il Ponte Girevole. Il Mar Grande è inoltre separato dal Mar Ionio sia dal Capo San Vito che dalle Isole Cheradi di San Pietro e San Paolo. Queste ultime formano un piccolo arcipelago che chiude perfettamente l'arco ideale creato dalla baia naturale del Mar Grande.
Il Mar Piccolo è da considerarsi un mare interno, pertanto, presenta problemi di ricambio idrico. I suoi due seni sono idealmente divisi dal Ponte Punta Penna Pizzone, che congiunge la Punta Penna con la Punta Pizzone : il primo seno ha la forma di un triangolo grossolano, i cui vertici meridionali sono rappresentati dall'apertura ad Est sul secondo seno, e dall'apertura ad Ovest sul Mar Grande tramite il canale naturale di Porta Napoli; il secondo seno ha invece la forma di un'ellisse, il cui asse maggiore misura quasi 5 km in direzione Sud Ovest-Nord Est. Nel primo seno inoltre, sfocia il fiume Galeso.
Sia i venti che le maree, insieme alle sorgenti sottomarine con diversa salinità, condizionano l'andamento delle correnti di tipo superficiale e di tipo profondo tra il Mar Grande ed i due seni del Mar Piccolo. Nel Mar Grande e nella parte settentrionale di entrambi i seni del Mar Piccolo, sono localizzate alcune sorgenti sottomarine chiamate citri, che apportano acqua dolce non potabile mista ad acqua salmastra, donando alle acque del mare una condizione idrobiologica ideale per la coltivazione dei mitili, comunemente chiamati "cozze".
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Taranto
HAI UNA DOMANDA?
Ciao. Sono una cittadina italiana, ed il mio fidanzato - un cittadino di uno stato che non fa la parte dell'Unione Europea. Lui si trova sul territorio del nostro paese illegalmente. Ci piacerebbe sposarsi. Qual è la procedura per noi? Claudia P. Taranto
Cara Claudia. Nella vostra situazione difficile (avendo un fidanzato clandestino), il matrimonio deve essere fatto nel paese di origine del cittadino straniero, e poi attraverso l'Ambasciata d'Italia in questo paese lo devete far riconoscere. Poi Lei dovrebbe rivolgersi al comune più vicino di casa Sua per apportare le modifiche al registro di stato civile. Il cittadino straniero con cui avete fatto il matrimonio nel suo paese si deve chiedere un visto per Italia come un membro della famiglia della cittadina d'Italia. Dopo tre mesi dalla data di arrivo in Italia, il Suo marito può presentare una richiesta di concedergli un permesso di soggiorno (art. 10 Legge 30 del 2007)
Alfabeto cirillico russo
Questo è l’alfabeto oggi in uso nella Federazione Russa (le altre lingue che ricorrono all’alfabeto cirillico possiedono alcuni caratteri differenti, come in serbo o in bulgaro, oppure modificati per trascrivere suoni estranei alle lingue slave, come per le lingue iraniche e turche della ex-Unione Sovietica):
carattere stampatello corsivo | traslitterazione | pronuncia |
А а А а | A | a come in italiano |
Б б Б б | B | b come in italiano |
В в В в | V | v, a volte quasi f in finale di parola |
Г г Г г | G | g di gatto; v nelle desinenze "-его" e "-ого", nonché nel possessivo "его" (suo di lui) ed in poche parole isolate come "сегодня" ("oggi") |
Д д Д д | D | d come in italiano |
Е е Е е | E | ie di ieri quando accentata, altrimenti i breve |
Ё ё Ё ё | Ё | io di iota, sempre accentata, ma con la o chiusa |
Ж ж Ж ж | Ž | j del francese jardin |
З з З з | Z | s sonora di rosa o di sguardo |
И и И и | I | i come in italiano, ma con pronuncia molto più dolce |
Й й Й й | J | i breve, come in dai |
К к К к | K | c dura di casa |
Л л Л л | L | l come in italiano |
М м М м | M | m come in italiano |
Н н Н н | N | n come in italiano |
О о О о | O | o (chiusa e prolungata) quando accentata, altrimenti a breve |
П п П п | P | p come in italiano |
Р р Р р | R | r come in italiano |
С с С с | S | s sorda di sì |
Т т Т т | T | t come in italiano |
У у У у | U | u come in italiano |
Ф ф Ф ф | F | f come in italiano |
Х х Х х | CH | ch del tedesco achtung, o h aspirata |
Ц ц Ц ц | TZ | z sorda di pazzo |
Ч ч Ч ч | Č | c dolce di ciao |
Ш ш Ш ш | Š | sc di scivolo |
Щ щ Щ щ | ŠČ | sci come in "sciarpa" (con rafforzamento della c) |
Ъ ъ Ъ ъ | ” | "segno duro" - muto, fa da pausa all'interno di una parola |
Ы ы Ы ы | Y | "i gutturale", un suono intermedio tra i e u /ɨ/ |
Ь ь Ь ь | ’ | "segno morbido", palatalizza la consonante che lo precede esempi : НЬ = N’ = gn in stagno; ЛЬ = L’ = gl in aglio |
Э э Э э | È | e aperta di bello |
Ю ю Ю ю | JU | iu di iuta |
Я я Я я | JA | ia di iato quando accentata, altrimenti i breve |
SAN CATALDO. PATRONO di TARANTO.
Ogni città di Italia ha il suo Santo Patrono, un santo protettore.
Taranto ... La città sul mare, ed ha un Santo del mare ...
San Cataldo, patrono di Taranto, è arrivato molti secoli fa da lontano sulla nave per proteggere la fede e la credenza cristiana e gli abitanti della città.
Cataldo fu nato in Irlanda nel Canty, tra il 400 e 405 d.C. in una famiglia ricca. I suoi genitori erano Euko Sambiak e Aclena Milar. La famiglia visse in un castello nella famosa città di Rachau. I genitori accettarono credenza cristiana a causa di missionari che vennero dalla Gallia. Da loro Cataldo ricevè l'istruzione e l'amore per la preghiera. Dopo la loro morte, Cataldo prende la decisione di distribuire tutta l'eredità dei suoi genitori ai poveri. Così egli diventa prima un monaco e poi abate del monastero di Lismore, e infine vescovo di Rachau.
Nel tempo Cataldo feci un pellegrinaggio in Terra Santa. Pregando sulla tomba Santo, vede l'immagine di Gesù, che gli dice di andare a Taranto per salvare la città dal paganesimo. Così, San Cataldo decide di recarsi in Italia per predicare il cristianesimo.
Nel tempo Cataldo feci un pellegrinaggio in Terra Santa. Pregando sulla tomba Santo, vede l'immagine di Gesù, che gli dice di andare a Taranto per salvare la città dal paganesimo. Così, San Cataldo decide di recarsi in Italia per predicare il cristianesimo.
Secondo la leggenda, ritornando dalla Palestina, su una nave greca, si trovanoe in una tempesta vicino a Taranto. San Cataldo per calmare il tempo cattivo getta nelle acque del Mare Grande un anello e in questo punto si forma un citro, cioè una sorgente d’acqua dolce che poi fu chiamata “Anello di San Cataldo”.
A Taranto, la gloria andò avanti del Santo. Egli fu accettato dal popolo con entusiasmo. Predicando il cristianesimo, San Cataldo fa una lotta senza fine contro i templi pagani.
La storia attribuisce a lui numerosi miracoli, come ad esempio: il ritorno della vista ad un ragazzo giovane, il ritorno la vita al muratore, ha guarito il cieco e una giovane ragazza muta. Ha combattuto contro le guerre e le epidemie. Grazie a lui, la città di Corato in provincia di Bari è stata salvata dalla peste.
San Cataldo morì a Taranto l'8 marzo tra gli anni 475 e 480 e fu sepolto nella chiesa di San Giovanni in Galilea che nei tempi fu il duomo della città. Là il suo corpo fu dimenticato per molti anni, e la chiesa fu poi distrutta nel 927 anni dai saraceni.
Nel 1071 durante i lavori è stato trovato un sarcofago con i resti e la croce d'oro su cui era scritto CATALDVS. Grazie a questa scoperta cresce la credenza degli abitanti di Taranto nelle meraviglie della Chiesa Cristiana e così Cataldo fa scelto come santo patrono della città.
Quindi, dall’8 al 10 maggio ogni anno viene celebrato il Santo Patrono della città di Taranto.
La sera dell'8 maggio la statua d'argento del Santo viene portato fuori dalla Cattedrale della Città Vecchia per essere trasportata su una grande nave militare, che la attende a Porto Mercantile sul molo di S. Elia. Questo è un eccellente ed emozionante spettacolo nei raggi del sole che tramonta. Il suo arrivo si attende in Mar Grande un gran numero delle imbarcazioni di piccole e grandi dimensioni. La processione va accompagnata dai suoni delle sirene che provengono dalle barche, che sono un benvenuto al suo santo patrono. La processione si svolge su mar Grande, partendo per l'isola di San Paolo e per la costa di San Vito, poi vanno via canale nel Mar Piccolo, così simbolicamente va benedetta la città. Nelle’acqua butta una corona di alloro in memoria dei morti in mare. Durante il loro viaggio attraverso il canale sulla processione cade una “pioggia d'argento” - fuochi d'artificio dal Castello Aragonese. In fine, la statua viene restituita alla Cattedrale della parte vecchia della città.
Il 9 maggio nelle otto sedi della città vecchia si svolgono gli spettacoli folkloristici e corali, le mostre gastronomiche, delle arte e altre. Tutto questo potete trovare ai seguenti indirizzi: la Cattedrale , piazzale De Tullio, piazza Monteoliveto, largo Innocentini, piazza Castello, il salone dell'Arcivescovado, palazzo Galeota e il Chiostro di S. Chiara.
La sera del 10 maggio finisce la festa. La statua va portata per le vie del centro storico su un carro di grandi dimensioni decorato con fiori.
Nella parte vecchia della città si trova la Cattedrale di San Cataldo, che sicuramente dovre essere visitata. Interessante come la facciata del palazzo e ch’è la sua decorazione interna. Sul pavimento ancora si può vedere un bellissimo mosaico, che risale al 1160.
Palio di Taranto o il Torneo dei Rioni è una tradizione dal 1986 e si svolge ogni anno dall'8 al 10 maggio, in coincidenza con la celebrazione del Santo Patrono della città di Taranto. In questi giorni il concorso si svolge fra le barche a remi, l'equipaggio delle quali è rappresentato da due marinai in costumi storici. Il Palio si svolge nelle acque del Mar Grande e il Mar Piccolo tra i dieci rioni della città. Il torneo dura meno di un'ora, durante la quale le squadre devono passare l'isola la parte vecchia della città (Borgo Antico della città) e raggiungere il traguardo, che si trova sotto il Ponte Girevole. La giuria determinerà i vincitori, ma il trofeo, però, sarà assegnato solo dopo la seconda parte del Palio, che si svolge a luglio, dopo di sommatoria dei punti.
Non perdere la festa di San Cataldo!