sabato 2 aprile 2011

Italia e Noi

2011 – l’ANNO DELLA RUSSIA in ITALIA e ITALIA in RUSSIA
L’anno della cultura russa e della lingua russa in Italia e l’anno della cultura italiana e lingua italiana in Russia, condotto nel 2011 – è il culmine dei legami plurisecolari tra Mosca e Roma.
La storia dei rapporti tra Russia e Italia sono legati indissolubilmente. Compenetrazione delle due culture ha avuto luogo in Russia - con famosi maestri italiani: architetti, scultori, musicisti, e in Appennino con i lavori dei russi pittori, poeti e scrittori.
 "Cross-anno" delle culture e delle lingue nazionali faciliteranno lo sviluppo di collegamenti diretti tra le regioni dei due paesi. Nel 2011 in Italia verranno a svolgere i gruppi di diversi generi di tutte le regioni della Russia.
Ne danno il tono i tanti  giovani attori del cinema, teatro, musica e arti visive.
La decisione di condurre il  "Cross-anno" è stata presa il 6 novembre 2008.
Negli accordi raggiunti dal Presidente russo Dmitry Medvedev e il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi in Italia, il 3 dicembre 2009 è stato firmato un Protocollo tra il Ministero della Cultura della Federazione Russa e il Ministero dei beni e delle attività culturali della Repubblica Italiana.

PROGRAMMA degli EVENTI. Aprile 2011.
- Concerti di Orchestra Sinfonica Statale della Repubblica di Udmurtia. Direttore d'orchestra  L. Kuadrini, soprano - I. Saladzar e K. Taidzhi, tenori - F. Zingarelli e A.de Palma. Izhevsk, Votkinsk, Glazov (Repubblica di Udmurtia), aprile 2011.
- Tournee del Gruppo di ballo popolare Igor Moiseev per le citta d'Italia Ensemble Igor Moiseev . Italia, 20 aprile - 20 maggio 2011
- Festival teatrale "Casa di Batica", teatro Progetto "Sei personaggi in attesa di Bulgakov".  Firenze, marzo -dicembre,  San Pietroburgo, aprile, maggio
- Mostra "Deineka. La via moderna al modernismo". Palazzo Ekspozitsionale, Roma, 16 febbraio-1 maggio 2011.
-  Patrimonio Mostra "Dall'icona a Malevich. Capolavori dell'arte russsa". Palazzo Pitti, Firenze, febbraio-aprile
2011
- Mostra " l’inverno russo ". Festival "Diaghilev. Ps. stagioni di Pietrobourg". Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, 3 marzo - 8 Maggio 2011.
- Patrimonio "I Leonardeschi in Lombardia" Museo Ermitage. Museo civico Castello Visconteo di Pavia  Pavia, 15 marzo – 15 giugno 2011
- Festival intrnazionele del Folclore (con la partecipazione delle Repubbliche del Caucaso del Nord). Petina, Tagliacozzo, San Giovanni Rotondo
- Esposizione della opera di Botticelli, "Pallade Atena e il centauro" al Museo Pushkin. Alexander Pushkin. Mosca, aprile - luglio 2011.
- Una serie di mostre di fotografia italiana contemporanea: "La neo-realismo italiano", ". Fellini La Grande Parade". FEBBRAIO 21-20 dicembre 2011, Mosca, Perm, Yekaterinburg, Kazan, Nizhny Novgorod .
- Mostra di Marco de Log "I cavalli" a Mosca + 2 fotografo italiano. 15 marzo - Mosca 15 maggio, 2011.
- Festival del Cinema Italiano di giovani registi. Kursk, aprile.
- Mostra "I tesori degli zar" della collezione dell'Armeria del Cremlino Cremlino di Mosca Firenze, Palazzo Pitti Aprile - ottobre 2011

GLI STRANIERI in ITALIA
Il numero di immigrati o residenti stranieri regolari in Italia è aumentato considerevolmente a partire dagli anni novanta e, secondo i dati ISTAT, al 1º gennaio 2010 contava circa 4.235.059 unità, rappresentando il 7,0% della popolazione; a questa cifra vanno aggiunti gli stranieri irregolari, circa 560.000 secondo un rapporto del 2010 sull'immigrazione. Al 1° gennaio 2009 essi rappresentavano il 6,5%. Nel corso dell’anno 2009 il numero di stranieri è aumentato di 343.764 unità (+8,8%), un incremento ancora molto elevato, sebbene inferiore a quello dei due anni precedenti (494 mila nel 2007 e 459 mila nel 2008, rispettivamente +16,8% e +13,4%), principalmente per effetto della diminuzione degli ingressi dalla Romania.
I minori sono 932.675, il 22,0% del totale degli stranieri residenti; circa 573 mila sono nati in Italia, mentre la restante parte è giunta nel nostro paese per ricongiungimento familiare.
Le comunità più numerose sono quelle di: Romania oltre di 887 mila, Albania oltre di 466 mila, Marocco oltre di 431 mila, Rep. Cina oltre di 188 mila, Ucraina oltre di 174 mila.
La distribuzione geografia in sintesi è questa: più del 60% nelle regioni del Nord, il 25,3% in quelle del Centro e il 13,1% in quelle del Sud.

HAI UNA DOMANDA?

Salve,sono Gianfranco di Massafra. Da qualche settimana abbiamo assunto una badante  polacca per mia madre. Posso sapere quali sono le giornate festive del 2011 e come vanno pagate?La ringrazio.

Caro Gianfranco. Secondo la legge sono considerate festive le giornate riconosciute tali dalla legislazione vigente; esse attualmente sono:  1° gennaio,  6 gennaio,  Pasqua (24 aprile 2011),  lunedì di Pasqua (25 aprile 2011 ),  25 aprile,  1° maggio,  San Patrono ( a Taranto San Cataldo il 10 maggio 2011),  2 giugno,  15 agosto, 1° novembre,  8 dicembre,  25 dicembre,  26 dicembre, oltre al giorno di commemorazione del Patrono nazionale della Sua badante. Quest’anno il 17 marzo si festeggia anche la festa di 150esimo anno di unità d’Italia, ma solo quest’anno la giornata è festiva. In tali giornate sarà osservato il completo riposo, fermo restando l'obbligo di corrispondere la normale retribuzione.
In caso di prestazione lavorativa è dovuto, oltre alla normale retribuzione giornaliera, il pagamento delle ore lavorate con la retribuzione globale di fatto maggiorata del 60%.
In caso di festività infrasettimanale coincidente con la domenica, il lavoratore avrà diritto al recupero del riposo in altra giornata o, in alternativa, al pagamento di 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile.
Per il rapporto di lavoro ad ore le festività di cui al comma 1 verranno retribuite con 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile.
Le giornate che hanno cessato di essere considerate festive agli effetti civili, ai sensi della legge 5 marzo 1977, n. 54, sono state compensate mediante il riconoscimento al lavoratore del godimento dell'intera giornata nelle festività di cui al comma 1. 


UN PO’ di STORIA. PUGLIA.

La Puglia è una regione dell'Italia meridionale di 4.084.941 abitanti. Il capoluogo è Bari. Confina a nord-ovest con il Molise, a ovest con la Campania e la Basilicata ed è bagnata dal mare Adriatico a est e nord e dal mar Ionio a sud. Comprende le province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto. La Puglia è la regione più orientale d'Italia: Punta Palascìa, presso Otranto, dista circa 80 km dalle coste dell'Albania e costituisce il punto più ad est d'Italia.
Il toponimo storico Apulia (esito latino del greco Ἰαπυγία, Japigia) deriva dall'antica popolazione degli Apuli (gr. Japigi) che in epoca preromana abitavano la parte centro-settentrionale della regione (i Dauni a nord, i Peuceti al centro, mentre a sud era stanziato l'affine popolo dei Messapi). Il termine Japudes (Japigi) si compone del prefisso arcaico "jap-", che indicherebbe i popoli provenienti dall'altra costa dell'Adriatico. Secondo una diffusa pseudo-etimologia, invece, Apulia deriverebbe da Apluvia, ossia terra senza piogge.
Con l'occupazione romana fu istituita la Regio II Apulia et Calabria, che includeva un territorio appena più esteso dell'attuale regione: solo in seguito il toponimo Apulia sarebbe stato adottato per designare anche la penisola salentina.
Solo negli ultimi decenni l'uso del singolare Puglia si è stabilizzato; fino a prima dell'istituzione delle regioni, infatti, si usava indifferentemente anche il nome le Puglie.
Lo stemma regionale raffigura un albero d'olivo che non soltanto ricorda che l'olio extra-vergine prodotto dalla spremitura delle drupe di questo albero rappresenta una delle risorse più preziose e importanti per l'agricoltura pugliese, ma anche un elemento costante nel paesaggio che diventa anche segno di unità di tutta la regione, da nord a sud.
L'insediamento umano in Puglia risale quanto meno a 250.000 anni fa, come testimoniano i resti fossili dell'Uomo di Altamura, una forma arcaica di Homo neanderthalensis. Numerosi sono i reperti di epoca preistorica, tra i quali diversi menhir e dolmen. Intorno al I millennio a.C., si insediarono sul territorio i popoli dei Dauni, dei Peucezi e dei Messapi di probabile origine illirica, e più tardi, in epoca ellenica, numerose furono le colonie magnogreche soprattutto nella parte meridionale della regione, tra le quali la città spartana di Tarentum.
Ben presto Roma comprese l'importanza strategica dell'Apulia, ma l'occupazione della regione, nel III secolo a.C., non fu agevole soprattutto per la resistenza di Tarentum e Brundisium. Nel 216 a.C. a Canne l'esercito romano patì contro i Cartaginesi di Annibale la sua peggiore sconfitta. Venne quindi istituita la Regio II Apulia et Calabria, che includeva anche il Sannio, una parte dell'attuale Molise e la Basilicata orientale. Con la costruzione della via Appia e, in epoca imperiale, della via Traiana (lungo cui prosperarono città come Aecae, Herdonia, Silvium, Canusium e Bitonto), la regione occupò posizioni di primato nella produzione del grano e dell'olio, diventando la maggior esportatrice di olio d'oliva in Oriente.
Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, anche la Puglia attraversò un lungo periodo di sofferenza. Molti popoli si alternarono sul territorio, ma alla fine divenne dominio dell'Impero Bizantino. Bari divenne capoluogo di un territorio esteso sino all'odierna Basilicata e sottoposto all'autorità di un catapano, nome del governatore bizantino da dove deriva il termine Capitanata. Con l'arrivo dei Normanni, Taranto diventò la capitale dell'omonimo principato, esteso su tutta la Terra d'Otranto.
Sia con i Normanni che con gli Svevi capeggiati dagli Hohenstaufen, la Puglia conseguì un grande progresso materiale e civile, che toccò l'apice con Federico II, a cui si deve la realizzazione di una serie di edifici laici e religiosi, alcuni di alto valore artistico, tra cui Castel del Monte in provincia di Barletta-Andria-Trani. Tra il 1200 e il 1400 la Puglia fu sotto la dominazione degli Angioini, all'interno del Regno di Napoli, a cui si sostituirono gli spagnoli: a partire da questo momento cominciò a radicarsi il potere dei latifondisti sul territorio.
Dopo varie prese di potere, solo con i Borboni la Puglia poté rivivere la stasi e la pace che vigeva nella regione con Federico II. Tra il 1806 e il 1815, vi fu la dominazione francese che provvedette alla modernizzazione della Puglia con l'abolizione del feudalesimo e con le riforme giudiziarie.
Movimenti liberali si formarono in tutta la regione nel 1820 con il diffondersi della Massoneria e della Carboneria. Con il Regno d'Italia costituito nel 1861, la Puglia fu divisa amministrativamente nelle province di Foggia, Bari e Lecce; a queste si aggiunsero nel Novecento le province di Brindisi e Taranto. Nel periodo postumo all'unità d'Italia, sorsero diverse bande brigantesche, soprattutto in Capitanata e Terra di Bari; tra i maggiori esponenti sono da menzionare Michele Caruso, Antonio Angelo Del Sambro e Giuseppe Schiavone, quest'ultimo fedele luogotenente del capobrigante lucano Carmine Crocco.
Con il progressivo decadere del latifondo, decaddero anche le antiche masserie pugliesi, proprietà di media estensione agraria. Durante il Fascismo la Puglia fu interessata da numerose bonifiche in vaste aree e, successivamente alla riforma agraria del secondo dopoguerra, la regione ha goduto di un forte sviluppo agricolo. Negli anni settanta e negli anni ottanta l'economia della regione passò dal settore primario a quello terziario, con il notevole sviluppo derivato dal settore turistico.
Nel 1946, durante i lavori dell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, fu avanzata la proposta di fare della Puglia e del Salento due regioni distinte. Il 17 dicembre 1946, dopo la relazione di Giuseppe Codacci Pisanelli, la Regione Salento fu istituita sulla carta, ma quando si arrivò alla ratificazione in aula, il 29 novembre 1947, essa non era più prevista. Stando all'intervento in assemblea del socialista Vito Mario Stampacchia, la Regione Salento sarebbe stata sacrificata in seguito ad un accordo fra DC e PCI in difesa dei forti interessi economici baresi. Principale artefice di questo accordo fu Aldo Moro, magliese di nascita.
Nel 2004 viene istituita la sesta provincia pugliese, la provincia di Barletta-Andria-Trani comprendente come capoluogo tre grosse città e complessivamente dieci comuni scorporati dalle province di Bari e Foggia. Questa provincia è diventata pienamente operativa con le elezioni provinciali del 2009.

GIRANDO il MONDO.  MOSCA.
Mosca (in russo: Москва́, traslitterazione Moskvá) è la capitale nonché il principale centro economico e finanziario della Federazione Russa. Sorge sulle sponde del fiume Moscova, ed occupa una superficie di 878,7 chilometri quadrati. Con 10,5 milioni di abitanti (14,8 milioni nell'area metropolitana) è la prima città d'Europa per popolazione e la residenza di circa 1/10 dei cittadini russi.
Mosca fu fondata nell'anno 1147 da Jurij Dolgorukij. E' una città segnata dalla sua storia politica e sociale piena di contraddizioni che Vi stupisce. Mosca è città fantastica, piena di fascino e di luoghi stupendi.
Mosca con oltre 100 musei, 60 teatri, 75 isituti d'istruzione superiore e più di 4000 biblioteche è oggi uno dei maggiori centri culturali del mondo. La città è anche il cuore del balletto russo e delle arti dello spettacolo. Mosca si è sviluppata attorno al Cremlino, su una fortezza entro le cui mura si trovano tra i più antichi ed importanti monumenti della città. Fuori invece si trova la Chiesa di S.Basilio sulla piazza Rossa e numerosi antichi monasteri. Il Cremlino e la Piazza Rossa sono stati dichiarati patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO.
Nel cuore della città si erge il Cremlino che è una fortezza in legno costruita nel 1156 dove all’interno si trovano antichi monumenti della città tra cui le Cattedrali dell’Assunzione, dell’Annunciazione, dell’Arcangelo Michele e il palazzo Bugnato iniziato nel 1479 e ultimato nel 1481. Vicino al Cremlino si trova la Chiesa di San Basilio posta sulla Piazza Rossa. In quest’ultima si svolgono le principali parate militari e le feste nazionali. Attualmente la piazza è occupata da bancarelle e da gente che improvvisa comizi. Da vedere la grandissima "Campana dello Zar", parco di Kolomenskoe, il museo dell'Armeria, il Monastero Novodeviciy. Andate a vedere il convento delle novizie (con il famoso cimitero dove si trovano le tombe di Raisa Gorbacheva, Boris Eltsin, Gogol e alter persone famose), le colline dei passeri, il parco della vittoria. Senza alcuni dubbi dovete visitare il grande "Parco Gorkji", fra il verde, la natura e luoghi di divertimento per amanti dello sport tutto sulle fra le sfonde del grande fiume Mosca è un parco veramente eccezionale da visitare.
Accanto ad essa si innalzano in ordine le chiese della Trinità, della Vergine della Georgia, della Natività e della Resurrezione e anche vari monasteri antichi.
Da non dimenticare il Mausoleo di Lenin, l’Università di Lomonosov e la Biblioteca Lenin risalente al 1927 costruite durante il regime sovietico.
Vanno ricordate le prestigiose istituzioni culturali, come la celebre Galleria Tretjakov dove è riposta una delle principali pinacoteche del mondo. Gli impressionisti si possono vedere nel museo Pushkin.
Fate bella passeggiata sulla via Arbat con tutti i suoi negozi, via Tverskaya, Kitaj-Gorod, lungo il fiume Moskova. Potete fare una passeggiata sulla navetta. Fate un pò di acquisti nei  famosi "magazzini Gum"
Mosca è il cuore del balletto russo e delle arti dello spettacolo. I più famosi teatri della città sono il Bol'šoj (maggiore), ed il Teatro Malij (minore).
Usare la metropolitana tra le più antiche al mondo, vi stupirà! Stazioni metropolitane lavorate a mosaici, colonne archi delle vere e proprie cattedrali sotto la città. Metro di Mosca oggi  ha 12 linee della metropolitana e 173 stazioni.
Vi cosiglio di fare una passeggiata di sera attraverso la Piazza Rossa, vi sorprenderà percepire il Cremlino da qui. Perchè questa piazza è una vera e propria "gobba" da cui si possono ammirare scenari insoliti.
A Mosca si mangia di tutto e a tutte le ore. Visitate uno dei ristorante della catena “Elki-palki” e “Mou Mou” sopratutto perché vi si mangia molto bene e si spende poco!!! Si trovano vari pietanze sia fredde che calde. Ce ne sono tanti e si trovano al centro di Mosca. Da provare i pelmeni, pirozhky, blinchiki, le insalate russe, la polata con il ripieno, le zuppe borsch e solyanka. Naturalmente provate salmone e caviale con tartine si selò, annaffiato con buona vodka e birra russa: ottima la Sibirskaya Corona. Se non volete badare a spese e ricordare a vita la vostra cena andate al Caffè Puskin (Strastnoy Blv, angolo P.zza Puskin), respirerete un pezzo di storia e non lo dimenticherete più.
Consigli utili:
  1. Per andare in Russia serve il passaporto con validità di almeno 6 mesi dalla scadenza del visto, che è obbligatorio e si richiede negli uffici consolari a Roma,  Milano, Palermo, Genoa.
  2. Ricordatevi di ritirare in posto dove ci siete fermati (hotel o all'appartamento) la registrazione del vostro visto.
  3. La presenza costante di una guida esperto è la garanzia di una buona vacanza.
MATRYOSHKA
Ogni paese ha i propri artigiani che con le loro mani d'oro si tramandano, di generazione in generazione, piccoli segreti e tradizioni. Quando si visita un paese, è abitudine portar via ciò che di caratteristico lo rappresenta; in genere sono oggetti artigianali la cui fattura è  tipica del luogo che si è visitato. Essi parlano della sua storia, delle tradizioni delle sue genti e della loro cultura. In ogni paese che visitiamo quindi, troviamo una vasta scelta di prodotti veramente speciali e particolari.
In Russia, il souvenir più celebre ed amato è la Matryoshka – divenuta ormai un simbolo riconosciuto in tutto il mondo.
La prima matrioska russa apparve alla fine del XIX secolo, e, frutto dell’arte popolare propria di quel paese, nel corso degli anni ha ottenuto, come meritato riconoscimento, di rappresentare l’immagine simbolica della Russia.
Matryoshka (diminutivo del nome "Matrona") – è un giocattolo di legno a forma di bambola, dipinta con varie decorazioni diverse da  regione a regione, e all'interno della quale sono contenute altre bambole, sempre più piccole e simili alla prima. Il numero di bambole nidificate parte da tre.
Quasi sempre, la loro sagoma è ovoidale e consiste di due parti – una superiore, l’altra inferiore. Secondo la tradizione, si dipinge una donna in un Sarafan (abito tradizionale) rosso con un foulard giallo. I soggetti a cui il dipinto si riferisce possono essere molto diversi: dai personaggi delle fiabe sino ai rappresentanti della vita politica.
La vera storia dell’origine di Matryoshka è sconosciuta. L'ipotesi più plausibile è che un artista russo abbia preso come modella una donna slava che, a suo giudizio, meglio raffigurava la storia del suo paese. Si ipotizza anche che la matryoshka abbia radici giapponesi (vedi Daruma e Kokesi).
Nel 1900, M.A. Mamontova, la moglie di Savva Mamontov, portò a Parigi le  bambole create nel laboratorio del marito, per presentarle al Salone Mondiale, dove esse guadagnarono una medaglia di bronzo.
Ben presto l’usanza di creare le bambole si diffuse in tutta la Russia.
Realizzare una bambola, richiede grande abilità.
Innanzitutto è molto importante scegliere la giusta essenza di legno: per la loro morbidezza sono indicate principalmente betulla, ontano e tiglio.
Di solito gli alberi devono essere abbattuti in primavera: la corteccia va asportata parzialmente, in modo che durante l'essiccazione del legno non tenda a sgretolarsi; va poi attentamente immagazzinata e conservata per diversi anni in un luogo ben ventilato in modo che possa raggiungere il giusto punto di essiccazione, quindi si può procedere alla sua lavorazione.
Ogni singola bambola richiede più di una dozzina di fasi di lavorazione. Si inizia con la bambola più piccola che, al contrario delle altre che sono vuote e divise in due nel senso orizzontale, è l'unica composta da un unico pezzo. Quando la prima è pronta, il maestro inizia creare la bambola seguente, che racchiuderà al suo interno la prima. Si è pertanto detto che ogni bambola successiva, sino a quella finale, viene divisa in due parti, una superiore ed una inferiore. Dopo averla divisa, la parte che viene lavorata per prima è quella inferiore. La bambola va poi svuotata della parte interna in modo tale che si possa comodamente inserire al suo interno la bambola più piccola realizzata in precedenza. Il processo si ripete più volte, creando ogni volta una bambola leggermente più grande, che comprenderà tutte le precedenti.
Il numero di bambole totali componenti la serie va generalmente da 2 a 60 pezzi.
Nella penultima fase ogni bambola va ricoperta di vernice per riempire tutte le irregolarità e le piccole imperfezioni, e, dopo l’asciugatura finale, si termina la lavorazione pulendo la superficie, il modo che l'artista possa finire il lavoro decorandola.
Per il decoro si utilizza una gouache acquosa.
A questo punto la composizione è finita ed è pronta per fare bella mostra di se'.













LA    LINGUA    RUSSA
Il russo (nome nativo русский язык, russkij jazyk) è una lingua indoeuropea appartenente al ceppo slavo orientale. Si tratta della lingua madre della maggioranza della popolazione della Russia, e di parte della popolazione in quasi tutti i paesi ex-sovietici. Si stima che il russo sia parlato da 180 milioni di persone come lingua madre da altri 120 milioni come seconda lingua. Si tratta quindi di una delle lingue più parlate nel mondo. Le lingue ad essa più affini sono la lingua ucraina e la lingua bielorussa, entrambe appartenenti al sottogruppo orientale delle lingue slave.
Come appartenente al gruppo slavo orientale, il russo possiede tutte le caratteristiche fonetiche, morfologiche e sintattiche delle lingue slave, più alcune peculiarità del gruppo Orientale. Una di queste è la forzata intromissione di vocali tra due o più consonanti in modo da far comparire il meno possibile due consonanti appaiate: golová “testa” vs glavá “testa” in bulgaro. Il fenomeno, denominato "pleofonia" in italiano e "полногласие" (polnoglasie) in russo, sorto nel XV secolo, ha però subìto vari ridimensionamenti nel tempo.
Il russo deriva dal protoslavo, lingua originaria dei popoli slavi. La fase primaria e media della lingua russa risente dell’influsso dell’Antico slavo ecclesiastico, lingua di koiné creata dai santi Cirillo e Metodio per evangelizzare i popoli slavi. Questa lingua, chiamata anche antico bulgaro, apparteneva al sottogruppo delle lingue slave meridionali, e ciononostante influenzò molto la lingua russa che ne assorbì il sistema di scrittura, l’alfabeto glagolitico da cui deriverà il moderno alfabeto cirillico.
Nell'antica Rus' di Kiev, e in seguito nella Moscovia, era presente una situazione di diglossia, almeno nelle classi media e alta; venivano utilizzate due lingue, l'antico russo e l'antico slavo ecclesiastico, la suddetta lingua che il principe Vladimir il Grande adottò per l'uso religioso nel momento in cui adottò ufficialmente il Cristianesimo nel 988. Anche se non è chiaro se esistesse già un sistema di scrittura, è possibile ritenere che la stragrande maggioranza, se non la totalità, della Rus' era analfabeta e perciò adottò automaticamente l'alfabeto in cui già venivano scritti i testi liturgici.
Le due lingue non avevano campi di sovrapposizione, dato che l'antico slavo ecclesiastico veniva utilizzato per il campo religioso, politico e culturale, mentre l'antico russo era la lingua comune del popolo ancora analfabeta e non veniva mai stesa per iscritto. In seguito la situazione cominciò a mutare e lo slavo ecclesiastico scritto risentì dell'influenza della lingua parlata comunemente. Tale influenza si rese evidente già nel XVI secolo nella corrispondenza epistolare di Ivan IV di Russia, in cui lo stile alto normalmente richiesto dalla lingua di scrittura si mescolava a termini della lingua popolare.
Lentamente la diglossia cedette il passo al bilinguismo. L'antico slavo, che era una lingua di cultura rimaneva immutata nel tempo, mentre il russo si evolveva naturalmente. In questo periodo il russo scritto, di cui si trovano pochissime opere (soprattutto poche opere, con la vistosa eccezione del "Canto dell'Impresa di Igor'" (Слово о полку Игоревѣ, Slovo o polku Igoreve) iniziò ad affermarsi sempre di più. Verso la metà del XVII secolo venne pubblicata la "Vita dell'Arciprete Avvakum, scritta da lui stesso (Житіе протопопа Аввакума, имъ самымъ написанное, Žitie protopopa Avvakuma, im samym napisannoe) in cui l'autore raccontava la propria vita scrivendo unicamente in russo, intendendo rivolgersi alla gente comune, in modo che il suo scritto fosse una predica comprensibile per tutti.
Il russo scritto non aveva una codificazione, ovvero ogni autore scriveva come meglio ritenesse, mentre lo slavo ecclesiastico si atteneva all'antica codificazione tradizionale, che non rispecchiava più ormai la reale pronuncia. Dal russo erano sparite le vocali nasali (ѧ e ѫ), alcune lettere venivano ormai pronunciate uguali ad altre lettere (ѡ, ѵ, ѳ, ѯ, ҁ, ѣ).
La prima riforma che riguardasse la lingua russa ebbe luogo sotto il governo di Pietro il Grande, che, influenzato dalla cultura dell'Europa occidentale, si rese conto della necessità di una lingua scritta che corrispondesse alla realtà della lingua parlata, almeno dalla classe alta. Incaricò una commissione di studiare una riforma nazionale dell'alfabeto e quest'ultima varò la "scrittura civile" (гражданский шрифт, graždanskij šrift), rimuovendo quasi tutte le lettere ritenute inutili e regolarizzando l'ortografia della lingua russa. Pietro I fece aprire inoltre le prime stamperie regolari, sottraendo al clero il privilegio della stesura di libri e svincolando quindi la letteratura dall'ambito religioso; fu in questo periodo che nacque il primo quotidiano, scritto in russo, "Vedomosti" (Вѣдомости, ovvero "Notizie"). Vennero inoltre tradotti in russo molti testi stranieri. Lo slavo ecclesiastico restrinse pian piano il proprio ambito unicamente alla sfera religiosa. Inoltre nello stesso periodo si diffuse il modo di scrivere corsivo, unicamente per il russo, che contribuí notevolmente alla diffusione ed alla nobilitazione della lingua russa.
L’ultimo grande “svecchiamento” del russo moderno che lo avvicinò a quello contemporaneo avvenne dopo la Rivoluzione d'ottobre. L’ortografia venne riformata e semplificata: dapprima le parole che terminavano in consonante non palatalizzata dovevano posporre un segno preciso che lo indicasse, il твёрдый знак (tvërdyj znak) “ъ”, che perse questa funzione e rimane oggi solo all’interno di poche parole. Inoltre l’alfabeto cirillico dapprima usato possedeva per esprimere il fonema “i” anche la stessa lettera dell’alfabeto latino, che fu rimpiazzata estendendo l’uso della più moderna e più “russa” “и”; е in maniera simile si abolì la “Ѣ” (jat’), generalizzando la “е”.
La vittoria dell’Unione Sovietica nella seconda guerra mondiale, nonché il suo ruolo primario nella Guerra Fredda, fecero del russo una lingua ad alto livello internazionale.
Per via della grande influenza politica che aveva l'Unione Sovietica, il russo è una delle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, e fino a poco tempo fa era ampiamente studiato e conosciuto in tutti i paesi dell'Europa Orientale. Le lingue dei paesi dell’Europa Orientale sottoposti al regime sovietico e sotto il Patto di Varsavia hanno subito dal dopoguerra in poi una forzata russificazione, con l’introduzione quasi forzata di termini dalla lingua russa, in forza anche del comune ceppo linguistico, specialmente per le lingue slave. Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, tutte le lingue orientali si sono sottoposte ad un processo di accelerata derussificazione, che li portasse ad una completa autonomia dalla lingua di Mosca. Il russo ha pagato per questa politica linguistica apparendo sempre di più come una “lingua di regime”, che lo ha screditato agli occhi dei popoli dell’Europa Orientale a favore della lingua inglese e della lingua tedesca.
È una delle lingue ufficiali dell’ICAO, l’Organizzazione Internazionale per l’Aviazione Civile, e rimane la lingua principale della tecnica e delle arti in tutta l’ex Unione Sovietica.

LE RICETTE di BUONA CUCINA
In questo articolo voglio presentareVi le ricette molto interessanti dell'estero per gli italiani ed anche i piatti della cucina italiana in particolare per gli stranieri che vivono in Bellpaese.

INSALATA  RUSSA. (SALAT OLIVIE)
Dell’origine di questa insalata si puo’ discutere per ore e ore. La leggenda piu’ probabile e’ questa: l’insalata nacque verso la fine dell’800 in un ristorante russo ch’e’ molto bohemien l“Ermitage. Questo piatto celebre ormai in tutto il mondo fu inventato da un cuoco francese di nome Olivier (percio’ in Russia, Ucraina ed altri paese ex-sovietiche si chiama proprio “Salat Olivie” - “Insalata Olivier” ed e’ francese). Olivier volendo soddisfare i gusti dei suoi clienti, uni’ in questa insalata tantissimi prodotti : verdure varie, caviale, carne di faggiano, gamberi d’acqua dolce... Ed il tutto era amalgato dalla celebre salsa maionese. Con il passare del tempo l’insalata si diffuse e si impoveri’. Questa insalata divento’ un simbolo di ogni festa ed ecco sono gli ingridienti:
-   4 uova
-   3 patate medie
-   2 carote medie
-   piselli in scatola
-   4-5 cetrioli sott’aceto
-   un pezzo intero circa di 150 gr di di prosciutto cotto
-   maionese
Preparazione:
Far bollire le patate e le carote ed a parte le uova. Far raffreddare e tagliarli a cubetti. Gli altri ingridienti vanno pure tagliati a cubetti (tranne i piselli). Poi mescolate  il tutto con la maionese. Assaggiate e poi salate al Vostro piacere.

CIAMBELLA
Questa ricetta mi piace molto! Essa può essere variata fino all’infinito! Ed il trucco principale è: la ricetta  è molto semplice da preparare. Ebbene, proprio facile!
Quindi, abbiamo bisogno dei seguenti ingredienti:
-   4 uova;
-   300 grammi di zucchero;
-   300 grammi di farina;
-   1 pacchetto di lievito in polvere;
-   1 bicchiere (di plastica) di olio di girasole;
-   la scorza grattugiata di un limone.
Preparazione:
Sbattere bene le uova in un frullatore con lo zucchero, aggiungere poco a poco la farina (prima ben mescolata con il lievito). Versare un bicchiere di olio, sempre mescolando. Spegnere il frullatore. Aggiungere la buccia grattugiata del limone. Mescolare delicatamente. Versare il composto in una forma e mettere in forno per 30-40 minuti a 170-180 gradi. Una volta spent oil forno, lasciare dolce per 20-25 minuti dentro.
Ed ora le possibilità infinite ... Potete aggiungere il cacao, lo yogurt, un frutto ai vostri gusti ... Mi piace molto la ciambella con le mele. Prima pulisco due mele, li taglio a fette, cospargo con un po 'di liquore (se si cucina per i bambini - non usare i liquori). Una volta versato l'impasto nella teglia, posizionare sopra fette di mela. Si può tagliare la mela a dadini e mescolare subito con l'impasto prima di versare nella teglia.
Tutto dipende dalla vostra fantasia e delle vostre preferenze!

LIMONCELLO
Vorrei condividere con voi una ricetta italiana del famoso liquore - Limoncello. Il prodotto è molto diffuso nel sud d’Italia, dove ci sono i limoni con un aroma stuzzicante ... ..
In Italia Limoncello è una delle bevande più popolari. Liquore può essere usato sia in forma pura e come componente di una varietà di cocktail. Limoncello di solito va bevuto dai bicchieri alti, che vanno messi qulche tempo prima di servire nel freezer. A volte il ghiaccio va aggiunto direttamente nel liquore.
Vorrei ringraziare per la ricetta e  per i limoni portati  dalla campagna Armando Torro, Dina Merchinelli e Pia Lorusso Fazzi.
Senza falsa modestia devo dire che il mio liquore è guadagnato 100 e lodi dagli italiani stessi ....
Quindi, per ottenere il liquore Limoncello avete bisogno dei seguenti ingredienti:
- 8 - 10 limoni
- un litro di alcool a 90 °  
- 700 gr di zucchero
- un litro d’acqua
Preparazione:
Lavate i limoni.Togliate sottile la scorza dei limoni (non tagliare la parte bianca). Io uso un pelapatate.
Mettete la scorza di limone in un barattolo di vetro, versate tutto l'alcool e lasciate per 5-7 giorni. Agitate ogni giorno.
Dopo questi 5-7 giorni, preparate lo sciroppo di zucchero e acqua. In una pentolla versate l'acqua e aggiungete lo zucchero, quindi fate cuocere a fuoco lento fino a quando lo zucchero si scioglie. Spegnete e lasciate raffreddare a temperatura ambiente.
Filtrate bene l’alcool attraverso una garza.
Unire l'alcol con lo sciroppo, mescolate bene. Infine, utilizzando un filtro di un imbuto, riempire la bottiglia, chiudete e mettete a riposare in un posto asciutto per 10-12 giorni.

La Sua Maestà MODA
Il 21 marzo è arrivata la PRIMAVERA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ci voleva!!!!! Ma quali sono le tendenze primaverili 2011?
Prima di tutto parliamo di colore. Il colore dell’anno 2011 il rosa, rosa caprifoglio o fucsia. Vanno bene anche le tonalità sull’arancio, sul cipria, sulla terra bruciata.
Rosso è un colore molto vivace e energetico. Si sposa bene col bianco, nero o blu.
Possiamo ancora usare i capi dei colori turchesi o celesti.
Una delle nuove tinte trendy è il giallo. Provate a mettere qualche vestito romantico di colore kaki – sarete nel centro di attenzione e di attrazione di tutti. Non dimenticare dei tacchi alti!!!
Per chi ama uno stile un pò agressivo – un giubotto di pelle, mini abito, gli stivaletti alti e bijoux big-size.
Ora vediamo le tendenze tagli capelli per la primavera 2011: andranno molto di moda i capelli ricci, mossi e cotonati. NO! Ai capelli lisci!!! La donna per essere alla moda dovrà avere i capelli al naturale. Un pò di disordine va molto bene (ma senza esagerare). Niente perfezione.
Per le unghie usate i toni del rosa, arancio e giallo. Ma anche per le labbra va rosa e arancio, mentre gli occhi vogliono un eye-liner col tratto netto e fluo.

Camicia - DoubleB, Maglione - Terranuova, Scarpe - Massin, Borsa - Gattinoni



da: @lex in data 4 Aprile 2011

Mia cara Anna, complimenti... vedo che finalmente hai creato il blog di cui mi avevi parlato! Certo, è appena un inizio, ma so che pian piano, familiarizzando, riuscirai a raggiungere lo scopo che ti sei prefissa. Da quanto mi hai detto infatti, non credo ti limiterai a pubblicare qualche descrizione o qualche ricetta, perché il tuo obiettivo è quello di creare uno spazio virtuale in cui interagire con tutti coloro che vorranno dialogare con te sul tema che è nel titolo del blog, giusto? Io spero per te che il tuo invito venga raccolto da chi vorrà confrontare le proprie idee con gli altri, ricevendo e fornendo opinioni e pareri, suggerimenti, e perché no, soluzioni ai tanti problemi che incontrate nel desiderio di integrarvi nella nostra realtà. Sono certo che se la farai! Nel frattempo accetta i miei più cari auguri di BUON BLOG!!!
@lex